La comunicazione nel bambino autistico

Da circa un terzo alla metà degli individui affetti da autismo, non è in grado di sviluppare un linguaggio sufficientemente naturale in grado di soddisfare le proprie esigenze di comunicazione quotidiana.
I deficit di comunicazione possono presentarsi fin dal primo anno di vita e possono includere insorgenza ritardata di lallazione, gesti inusuali, diminuzione della reattività e modelli vocali non sincronizzati.
Nel secondo e terzo anno, i bambini con autismo hanno un utilizzo di consonanti, di parole, di combinazioni di parole e di lallazione, meno frequente e meno diversificata; i loro gesti sono meno frequentemente integrati con le parole.
I bambini autistici sono meno inclini a fare richieste o a condividere esperienze e sono più propensi a ripetere semplicemente le parole degli altri (ecolalia) o ricorrere a pronomi inversa. Vi possono essere dei problemi nel sostenere un discorso funzionale e il deficit di attenzione sembra essere comune nei bambini con autismo: ad esempio, essi possono guardare la mano che punta al posto dell'oggetto puntato. Inoltre, possono presentarsi difficoltà con il gioco fantasioso e con lo sviluppo di simboli come linguaggio.
In alcuni studi, bambini con autismo ad alto funzionamento di età compresa tra i 8 e i 15 anni, hanno eseguito come e meglio degli adulti controlli della lingua di base che coinvolgevano il vocabolario e l'ortografia, sia in abbinato che individualmente.
Tuttavia si è visto che gli individui autistici avevano ottenuto risultati peggiori nei compiti linguistici complessi, come il linguaggio figurativo, la comprensione e l'inferenza.
Questi studi hanno quindi suggerito che le persone che comunicano con individui autistici sono più propensi nel sopravvalutare quello che il proprio interlocutore recepisce.

SFERA COMUNICATIVA E INTERAZIONE CON GLI ALTRI
In un bambino autistico, i sintomi e i segni dell'autismo che denotano problemi di comunicazione e interazione con gli altri sono:
- Un ritardo nello sviluppo del linguaggio.
-La tendenza a evitare il linguaggio parlato.
-La frequente ripetizione di un set di parole o frasi.
-Parlare con un tono che suona monotono e uniforme, come se mancasse la capacità di adattarlo alle situazioni in atto.
-La tendenza a interpretare alla lettera qualsiasi cosa sentita e la scarsa capacità di riconoscere un modo di dire o una frase dal tono sarcastico o umoristico.
-La tendenza a comunicare con singole parole, piuttosto che con frasi.
-La mancata risposta alla pronuncia del proprio nome, da parte di altre persone. Per questa loro stranezza, i soggetti autistici sembrano, talvolta, degli individui con problemi di udito. In realtà, però, le loro capacità uditive sono quasi sempre normalissime.
-Il totale disinteresse (disinteresse che, alle volte, pare quasi fastidio) verso "coccole" e gesti di tenerezza, rivolti da genitori e da altre persone.
-La preferenza per restare e giocare da soli.
-Rispondere in maniera stizzita o aggressiva, senza alcun motivo particolare.
-La tendenza a evitare il contatto visivo.
-Il mancato utilizzo di gesti ed espressioni facciali, per comunicare.
-Non divertirsi in situazioni, solitamente, piacevoli per i coetanei, come per esempio le feste di compleanno.
-Lo scarso, se non nullo, interesse nel voler fare amicizia con i propri coetanei.
-La tendenza a essere invadenti.

Alcune di queste problematiche – tra cui per esempio il ritardato sviluppo del linguaggio o la preferenza a giocare da soli – sono riscontrabili già in età prescolare.